lunedì 8 settembre 2014

7/8 lezione Samuel

La lezione precedente Samuel ha costruito una marionetta con i fermacampioni ma si è rifiutato di leggere e fare gli esercizi. Spesso aveva comportamenti chiaramente provocatori, saltava sulla sedia, sul tavolo, correva fuori a sputare (nuova stereotipia che sembra mettere in atto con particolare frequenza nei momenti di intenso stress) e non voleva ubbidire. Però a un certo punto si è fatto abbracciare e l'ho inteso come "Amami così come sono, con tutti questi miei difetti" che mi ha commosso. E' sempre molto affettuoso.

Da notare che quando è arrivato ha cercato di entrare in casa e trovando chiuso si è molto intristito. Anch'io gli ho mostrato la mia tristezza quando lui ha rifiutato di fare i compiti. La volta successiva invece è stato più collaborativo, ha letto molte parole e incollato le immagini corrispondenti. Ha unito i puntini per formare una frase. Nel complesso abbiamo lavorato abbastanza anche se è sempre molto restio a scrivere. A volte confonde le lettere, se non è abbastanza motivato legge un pò a stento.

Quando è arrivata sua madre col fratellino e si è reso conto che la mamma aveva comprato un gioco per l'altro ma nulla per lui, si è infuriato e sembrava pronto a compiere terribili disastri. Poi la mamma lo ha spinto in macchina frettolosamente e sono andati. La gelosia verso il fratello sembra palese. A mio avviso Samuel tende però ad irritare e portare l'altro all'ansia e all'inquietudine perchè sta cercando di fargli capire come lui si sente dentro. Lui prova angoscia e non riuscendo a esprimere questo disagio, lo manifesta nei suoi comportamenti che chiaramente vogliono mettere in difficoltà, colpendo nei punti più deboli (scenate in pubblico, urla, e danneggiamento di oggetti). A mio parere sarebbe opportuno mantenere la calma "fregandosene" di quello che la gente può pensare e mostrando a Samuel che i suoi comportamenti non portano a nulla mentre la volontà di studiare e imparare andrebbe premiata vistosamente.

lunedì 25 agosto 2014

6 lezione Samuel

Oggi con Samuel abbiamo costruito un orologio da un cartoncino che lui ha ritagliato e incollato su un supporto circolare duro. Poi ha ritagliato le lancette e agganciate con il fermacampioni. Ha poi scritto i numeri sul quadrante e ha riferito correttamente due/tre orari richiesti. In seguito aveva ancora voglia di lavorare manualmente perciò ha costruito un disco orario con un prototipo sottomano. Ha utilizzato molto scotch, tanto che alla fine ho dovuto sottrarglielo in quanto non riusciva più a smettere. Ha poi unito 64 puntini di un disegno, letto con me una storia a fumetti della Pimpa e scritto insieme quello che abbiamo fatto sul suo quaderno. L'ultimo quarto d'ora gli abbiamo permesso di saltare sul Jump fuori casa. C'è il problema della forte gelosia verso il fratellino che si manifesta con comportamenti prevaricatori. La mamma ha compreso questo sentimento ma sembra non saperlo gestire ancora. Molto spesso è messa alla prova dalle problematiche che il comportamento del figlio scatena in pubblico e non sa come agire. Presumibilmente si sente inefficace e non sa come gestirlo anche perchè i suoi interventi finora non sono andati a buon fine. Questo senso di impotenza è aggravato dal fatto che spesso viene giudicata negativamente in famiglia, fungendo a suo dire, da "capro espiatorio" per i comportamenti del figlio.
Dal canto suo Samuel si è sentito e si sente tuttora un peso per via della sua iperattività e questo porta a un'esacerbazione dei sintomi.
La madre avrebbe bisogno di riprendere il controllo della situazione grazie a feedback positivi e sostegno psicologico che la aiutino a sentirsi nuovamente efficace come guida educativa nei confronti del figlio.

mercoledì 13 agosto 2014

Richard 3

Oggi Richard ha portato un dolce al cioccolato e abbiamo condiviso il momento della merenda con un tè.
Dopo un quarto d'ora abbiamo iniziato la lezione ma Richard ha di nuovo parlato dei sensi di colpa che sente di provare a volte anche se non ha saputo spiegarmene il motivo e nei confronti di chi.
Abbiamo parlato delle apparizioni di Medjugorje dato che sono appena tornata dal pellegrinaggio in quel luogo ma sembrava scosso a livello interno; cambiava continuamente discorso e sembrava voler ritardare il momento di studiare. Abbiamo fatto inglese e prendendo spunto dal suo libro gli ho fatto costruire la frase interrogativa utilizzando post it con le parti della frase da comporre. Sembrava molto in difficoltà. A volte mi rispondeva in francese altre volte continuava a ripetermi che frase dovesse tradurre insomma faticava moltissimo a concentrarsi al punto da farmi supporre che non volesse affatto eseguire l'esercizio. Sembrava volesse stancarmi ma ho resistito fino alla fine senza dimostrare impazienza perchè probabilmente era a quello che mirava. Forse è una dinamica che s'instaura con i suoi genitori, con sua madre. Infatti molte volte mi ha detto che lui non può fare i compiti con loro perchè "vengono fuori soltanto litigi" e quindi cerca qualcuno che faccia i compiti con lui tutti i giorni. Questo però l'ho escluso in quanto sarebbe davvero molto stancante per entrambi e non proficuo per lui; abbiamo già provato infatti questa strada ma non ha portato i frutti sperati.

lunedì 4 agosto 2014

Richard 2

Oggi Richard appariva scosso. Mi ha mostrato i libri che intende leggere per l'estate oltre a quello previsto dalla scuola. Sono molto spessi. Non è riuscito però a riferirmi una sintesi breve di quanto letto. A un certo punto gli ho fatto leggere qualche riga, chiedendogli di ripetermene il contenuto con le sue parole ma anche in questo caso si è trovato in difficoltà. Gli ho proposto allora di fare un pò d'inglese vedendo che aveva con sè il libro ma quando ho provato ad aprirlo lui ha avuto una crisi di pianto e ha cominciato a parlarmi di problemi affettivi, ansia e preoccupazioni che per la maggior parte del tempo lo affliggono sottraendo energie e motivazione allo studio.
Sembra preoccupato di poter aver bisogno di uno psicologo e anche che i suoi sintomi di ansia si aggravino e abbiano conseguenze sul piano fisico. Alla fine non siamo riusciti a fare nulla perchè Richard se n'è andato in fretta dicendo che non aveva più voglia di parlare di questi problemi e sentendo crescere in sè l'ansia. L'ho accompagnato alla bicicletta cercando di parlare d'altro. Sinceramente sono preoccupata perchè al di là del risultato sembra che ancora Richard non abbia accettato la sua dislessia e abbia paura di non essere "normale". Non sembra più rilassato ora che è in vacanza. Gli ho proposto di cominciare ogni ora di lezione con qualche minuto di rilassamento, concentrandoci sul respiro. Lui mi ascoltava attentamente e sembrava sapere già di cosa parlavo.

Credo che domani gli proporrò qualche attività piacevole in modo da non perdere del tutto la sua motivazione.

martedì 29 luglio 2014

5 lezione Samuel

Samuel oggi è arrivato alle 9 assieme al fratellino. Siccome è l'ultimo giorno prima delle vacanze abbiamo ultimato il "teatrino delle ombre" da lui realizzato con materiale di recupero. Samuel sapeva già le modalità di costruzione del giocattolo perchè l'aveva visto fare nel programma "L'albero azzurro" ed era stato lui a suggerire di realizzarlo. Questo implica una forte motivazione infatti Samuel si è impegnato seriamente, rimanendo seduto tranquillo e concentrato, lavorando in autonomia ma richiedendo talvolta il mio aiuto per tagliare lo scotch, passargli oggetti e così via. In questa ora di lavoro non sono stati individuati tratti di autismo o di iperattività; al contrario, Samuel era focalizzato sul suo obiettivo e lavorava tranquillamente, talvolta canticchiando la canzoncina dell'"albero azzurro".Ha inoltre rivelato una notevole capacità di problem solving quando a un certo punto non sapevamo come infilare correttamente le ombre nel teatrino, dimostrando acume e intelligenza.
E' uscito solo tre o quattro volte per una breve pausa ma poi è sempre rientrato. Cerco di lasciarlo libero il più possibile ma facendogli notare le conseguenze dei suoi allontanamenti.
"Adesso scriviamo cosa abbiamo fatto oggi"; Samuel non vuole mai scrivere così ho scritto prima io e lui ha completato la frase. Poi si è subito rialzato.
Non voleva leggere la "Pimpa" così gli ho proposto un gioco, il "Forza 4", utile perchè sviluppa capacità di pianificazione e di autocontrollo nel procedere delle azioni. Samuel non accetta di perdere e si arrabbia, arrivando alla fine a gettare in aria il gioco con tutti i gettoni. In seguito però li ha raccolti rivelando così una comprensione della sua difficoltà di controllare la rabbia.
Infine abbiamo letto una storia della Pimpa, una battuta a testa, poi Samuel si è alzato di colpo ed è andato fuori a saltare sul Jump.

venerdì 25 luglio 2014

4 lezione Samuel

Oggi Samuel è venuto il pomeriggio. Subito mi ha preso per un braccio e portato nello studio sottraendomi alla madre. Ha colorato con le tempere la scatola della volta precedente. Continua però a cambiare idea sul possibile utilizzo della scatola: barca dei pirati? teatro delle ombre? Abbiamo trovato un triangolo di plastica verde e ho suggerito a Samuel che potrebbe diventare le alghe del fondo marino ma lui ha preso lo scotch e se l'è appiccicato sul viso per poi toglierselo a fatica. L'iperattività di Samuel è evidente come pure la sua intolleranza per le attività "noiose". Ho provato a spiegargli che a volte per divertirsi occorre prima fare qualcosa di "noioso". Mentre dipingeva guardavo il suo libro delle vacanze commentando positivamente le schede svolte. Per colorare la scatola Samuel ha usato tutti i colori a diposizione, abbiamo osservato quindi che la somma di tutti i colori è il nero. Quando ha terminato, è andato in bagno a lavarsi. Gli ho proposto alcune pagine del libro delle vacanze, al che lui ha preso il libro e l'ha gettato fuori dalla porta, sotto la pioggia. La madre lo ha ripreso e dopo aver contato fino al 3, lo ha fatto tornare in studio.
Successivamente Samuel ha svolto una scheda in cui doveva trovare la faccina uguale  e in seguito sono riuscita a proporgli diverse attività di caccia al particolare, trova le differenze e colora uguale. Contemporaneamente gli ho fatto tirare fuori una piccola cassetta per i soldi che lui aveva già scoperto la volta prima rovistando nei miei cassetti. Ho preso delle fishes colorate  e Samuel si è divertito a metterle dentro. Nelle pause di stanchezza, gli facevo completare le schede. E' difficile che rimanga concentrato soltanto su un compito per volta, per questo cerco di tenerlo impegnato su più attività, almeno per l'inizio ed in modo da creare un'associazione tra attività divertente e attività scolastica. Abbiamo letto come di consueto una storia a fumetti della Pimpa. Dopo aver riposto tutte le fishes per la seconda volta nella cassetta, ha accettato di riempire le lettere della frase di ricapitolazione delle cose fatte. Cerco infatti di legare la scrittura - abilità strumentale- alla volontà di tenere memoria di quanto fatto - abilità pragmatica così che lui possa associare le due abilità e non vedere la scrittura come azione prettamente fine a se stessa.

martedì 22 luglio 2014

3 lezione Samuel

Anche oggi con Samuel abbiamo lavorato 2 ore. La mamma è arrivata dieci minuti prima così, mentre lui saltava sul Jump in giardino la mamma mi ha parlato della sua crisi mattutina: non trovando il letto rifatto, Samuel si è messo a disfare la stanza, gettando i cuscini dal balcone. Per contenerlo la mamma ha dovuto minacciare di gettare via oggetti per lui importanti.
Ho letto a Samuel una storia figurata in cui una bambina nascondeva una palla al fratello e ho chiesto al bambino di dirmi dove l'avrebbe cercata. Inizialmente Samuel ha riferito il luogo esatto in cui la palla era stata messa ma poi, invitato a ragionare, ha distinto tra pensiero e realtà e ha riferito la risposta corretta. Con questi esercizi cerco di aiutare Samuel a ragionare sugli stati mentali altrui. Poi gli ho fatto disegnare come si sentiva in quel momento e lui ha disegnato una faccia sorridente dicendo che si sentiva "felice". In seguito ha ritagliato e colorato, dei colori che lui sceglieva, alcune carte delle emozioni.
Ho cercato di far riflettere Samuel sul fatto di trovare il letto rifatto in modo da far emergere quello che significava per lui. Quando cercavo di aiutarlo a colorare lui mi toglieva le penne dalla mano dicendo: "Devi stare fermo quando qualcuno fa qualcosa" ; ho ribattuto: "Non è facile starsene fermi vero?" "Ehe, no". Poco  a poco Samuel riesce a comunicarmi le sue difficoltà. E' un bambino che mal sopporta le frustrazioni, non gli piace perdere nei giochi nè aspettare di capire per passare all'azione. Dopo averlo fatto dipingere su un altro banco e poi scrivere riempiendo gli spazi di una frase con le lettere e dopo aver letto insieme la Pimpa gli ho proposto il gioco di "Affonda la flotta!" in modo da introdurlo all'utilizzo di coordinate alfanumeriche, sviluppare la teoria della mente e le abilità sociali richieste; per il momento ha capito in cosa consiste il gioco ma non accetta tutte le spiegazioni -in effetti un pò complesse- e vuole vedere dove ho messo le navi in modo da affondarle. Nel complesso l'incontro è stato positivo, il bambino comincia a interiorizzare alcune regole di comportamento e riesce a stare seduto anche per lunghi periodi, impegnandosi in un'attività. Certo è facile distrarlo, infatti più volte si è alzato per raggiungere fuori la mamma. In ogni caso è collaborativo e stimolato dalle attività che io cerco sempre di non svelare subito, metto sul tavolo del materiale e a volte è il bambino che mi suggerisce il suo utilizzo. Questo è importante in quanto consente al bambino di crearsi delle aspettative, immaginare come utilizzare determinati materiali, liberare la propria fantasia e riuscire a conseguire risultati personali.

giovedì 17 luglio 2014

2 lezione Samuel

Oggi con Samuel abbiamo lavorato 2 ore. La mamma me l'ha portato alle ore 9:30 e poi è stata fuori ad aspettare con il fratellino. Appena arrivato Samuel mi ha quasi abbracciata e sembrava contento di vedermi; poi siamo andati nello studio. Subito Samuel ha cercato di accedere dal mio studio alle varie stanze ma ha trovato la porta chiusa. Ho inventato che il nonno che passa ogni tanto di qua è venuto a prendersi tutte le chiavi così da non metterlo alla ricerca.
Ho proposto a Samuel attività molto motivanti per le quali ha accettato di stare seduto tranquillo: colorare una barca e i pirati, ritagliarli, costruire un modellino di barca servendosi dello scotch. Durante le attività Samuel non voleva che lo aiutassi e quando prendevo l'iniziativa, mi toglieva il pennarello dalle mani e diceva"Lo faccio io". A volte cercavo di parlare e farlo parlare: nominava correttamente alcune parti dell'imbarcazione: oblò, barili, cannoni, teschio... e trovava il modo giusto di incollare le linguette con lo scotch chiedendomi di tagliarglielo corto-corto oppure un pò più lungo. Eseguiva stime di quanto scotch ci volesse e riusciva a capire come unire correttamente le varie parti di carta ritagliate in modo da formare un solido.
Anche linguisticamente il bambino si esprime in modo corretto, ci sono soltanto lievi difetti di pronuncia ma il discorso è sempre comprensibile.
Cerco di mantenere la reciprocità nel dialogo: a un certo punto gli ho chiesto: conosci qualche canzone dei pirati? e ho provato a cantargliene una ma lui mi ha fermato e ha iniziato a cantarne un'altra. "Sei molto intonato" gli ho detto. Samuel ignorava il significato di questa parola.
Più volte l'ho richiamato ad una semplice attività di scrittura che lui tendeva ad evitare: gli ho chiesto di scrivere sul suo quaderno "oggi ho fatto una barca dei pirati". Come compromesso alla fine gli ho inserito alcune parole e lui doveva completare la frase con le lettere mancanti. Poi ha scritto il suo nome e cognome sulla copertina: "Così ogni giorno sapremo quello che hai fatto prima!" gli ho detto. Successivamente ha fatto qualche minuto di pausa in cui ha raggiunto fuori la mamma e il fratellino. Poi di sua volontà ha preso il libro della Pimpa che aveva portato e abbiamo letto una storia: lui leggeva alcune battute e io altre; a volte tendeva a inventarsi alcune parole, intuendo cosa potesse esserci scritto perciò lo richiamavo puntando con il dito la parola da leggere e con un pò di sforzo ci riusciva. Abbiamo letto tutta la storia e imparato il significato del termine "mammifero" come di un animale che viene allattato e messo a confronto il vitellino con il delfino, entrambi mammiferi benchè il primo sia terrestre e il secondo marino. Come attività finale gli ho chiesto di unire i puntini di un disegno, e Samuel contava ad alta voce. Ha sbagliato soltanto una volta passando dal 28 al 30 ma si è auto-corretto.
Alla fine di ogni attività:
- colorare (mezz'ora)
- tagliare/incollare (mezz'ora)
- scrivere cosa è stato fatto (5 minuti)
- pausa (5 minuti)
- leggere la Pimpa (40 minuti)
- unire i puntini,(10 minuti)
mette una crocetta con il gesso su una lavagnetta: questo gli permette di visionare quanto ha fatto, di completare tutte le attività e vedere quanto manca alla pausa oppure alla fine.

martedì 15 luglio 2014

1 lezione Samuel

Samuel è un bambino di 8 anni, ha appena terminato la terza primaria e gli è stato diagnosticato un leggero autismo. Oggi l'ho avuto in studio per la prima volta anche se la mamma me l'aveva già fatto conoscere al campo estivo. Samuel non ha mai gridato durante la seduta, dimostrando di aver recepito le raccomandazioni della madre. Appena arrivato ha subito voluto visitare la casa accedendo dal mio studio alle altre stanze. Con la mamma ho commentato che è normale tale comportamento in quanto tutto è nuovo e per lui è motivo di eccitazione. Poi la mamma è rimasta fuori con il fratellino minore mentre noi abbiamo iniziato a lavorare. L'interesse di Samuel per le chiavi è esploso in quanto non essendo stata avvisata non avevo tolto tutte le chiavi dalle serrature e così Samuel ha perso svariati minuti togliendole e rimettendole e non riusciva a concentrarsi sugli esercizi.
Gli ho fatto cercare una matita e poi gli ho chiesto di temperarmela in modo da riportare l'attenzione sulle attività. Su una lavagnetta ho scritto in gessetto 4 attività: italiano, matematica, disegno e lettura: se le avesse terminate tutte avrebbe avuto in premio il "gioco": un'attività a sua scelta; Samuel ha scelto il "Jump", tappeto elastico del mio giardino.
Comportamenti oppositivi: rifiuta di darmi le chiavi quando glielo chiedo; rifiuta di terminare l'attività proposta. Però non grida e non dà in escandescenze perciò gli dico "Sei molto educato, sai?".
L'ultima attività è più durevole: legge una storia della "Pimpa" che mi ha dato la madre e mi racconta cosa succede. In realtà la leggiamo insieme: lui legge le battute della Pimpa e io quelle di coniglietto e Armando. Cerco sempre di mantenere la reciprocità, l'opposizione "io-tu". Es: se io mi comportassi così a casa tua, ti piacerebbe? ma senza mai utilizzare l'ironia, cerco di farlo ragionare per far sì che si metta dal mio punto di vista (alla base di un corretto sviluppo della teoria della mente c'è la capacità di mettersi nei panni degli altri). Samuel legge stentatamente e a volte inverte le lettere (li per il) oppure omette la sillaba, cosa che mi fa pensare a un disturbo dell'apprendimento: in comorbilità con la diagnosi di iperattività a meno che la seconda non sia causa del primo.
In ogni caso il bambino a un certo punto ha mantenuto una certa tranquillità.
Credo che la prossima volta toglierò le chiavi in modo da avere meno stimoli distraenti e cercherò di variare il più possibile le attività. Alla fine sarà premiato con l'attività preferita, come oggi.

giovedì 10 luglio 2014

8 lezione Melissa

Questa è l'ultima lezione del mini corso di potenziamento estivo degli apprendimenti svolto con Melissa, prima media.

Oggi abbiamo costruito insieme -colorato e ritagliato- le scenette della storia del suo cartone preferito e poi con l'aiuto del traduttore abbiamo trovato le parole inglesi appropriate per descriverle.

Melissa si è divertita nella prima parte infatti abbiamo parlato molto di moda - argomento che le interessa davvero - mentre la seconda parte sembrava un supplizio.

Melissa pronunciava stentamente le parole inglesi, faticava a pronunciare la "r" e sembrava non avere intenzione nemmeno di sforzarsi più di tanto. Sembra totalmente demotivata, specialmente nell'impegno orale.


mercoledì 9 luglio 2014

7 lezione Melissa

Oggi con Melissa abbiamo guardato su youtube un video di Barbie in inglese e poi in italiano. Abbiamo trascritto alcune frasi che riassumenvano le scenette e le ho dato un compito per casa: disegnare alcune vignette riguardanti le scene che abbiamo visto. Cerco di variare il più possibile le attività in modo da coinvolgerla maggiormente anche se mi rendo conto che il suo interesse va sempre per la soluzione più semplice.

La mia idea è quella di costruire una storia con vignette che poi le farò commentare in inglese. Non ci sarà nulla di scritto, dovremo semplicemente raccontare una storia (storytelling).

Le farò ritagliare le scenette e poi dovrà riordinarle: descrivendo sempre in inglese cosa accade e perchè. Legando input visivo e linguaggio potrò sganciare la pronuncia dal testo scritto e finalmente lavorare solo sull'oralità, come le viene richiesto (Melissa è esonerata dall'inglese scritto).

Richard 1

Richard è un bambino con dislessia lieve. Per le vacanze, oltre ai compiti di grammatica, dovrebbe leggere 2 libri: uno l'ha quasi finito, è "Il gabbiano Livingstone", un libro che parla di un gabbiano che insegna l'arte del volo ai suoi discepoli, considerati reietti e perciò esiliati dallo stormo; un libro molto bello che intreccia insegnamenti filosofici su come sentirsi davvero "liberi" dal giudizio altrui e poter "spiegare" le proprie ali anche quando non si è come gli altri vorrebbero. Attraverso questa storia si può far capire ai bambini con difficoltà di apprendimento che non è importante essere perfetti quanto raggiungere i propri obiettivi e cercare di dare il massimo in quello che si fa.

Mi rendo conto da subito che la lettura è difficoltosa e gli chiedo se vuole che legga al posto suo. Richard tenta di giustificarsi "sono stanco...", ..."ma come" gli ribatto: "alle 9 del mattino sei già stanco?" poi afferma "è che ogni tanto mi blocco", "non hai capito qualche parola?" e passo in rassegna alcune parole del testo per chiedergliene il significato; effettivamente non era tutto chiaro. Alla fine cede e mi consente di leggere al suo posto. Dall'espressione del suo viso appare demoralizzato, come se questo fatto fosse indecoroso per lui.

Sembra davvero che per questi bambini non riuscire a leggere per conto proprio sia umiliante. Non vogliono neppure sentir parlare di sintesi vocale tanto da farmi pensare che a scuola ci siano ancora molti pregiudizi sull'utilizzo di questi ausili.


martedì 8 luglio 2014

6 lezione Melissa

Oggi crisi di pianto di Melissa che non voleva lasciare la madre e non intendeva iniziare a lavorare sul libro di testo di inglese. Sentimenti contrastanti la scuotevano: rabbia per la frustrazione provata durante l'anno con la disciplina, rabbia verso l'insegnante stessa che a detta di Melissa "non tollera errori". "Forse la tua insegnante è in errore: tutti abbiamo diritto di sbagliare..." ho cercato di farle capire, commentando alla fine dell'ora un brano di Jess Stone "I'm right to be wrong", opportunamente intervenuto in radio. Tuttavia già dopo un quarto d'ora si era rasserenata, ho cercato di far capire alla madre i sentimenti che ancora non riusciva a verbalizzare "Lei questo libro, lo odia" e infine ha voluto fermarsi persino una mezz'ora in più del tempo stabilito. Credo di poter affermare di aver raggiunto una buona relazione con la bambina.
Naturalmente c'è ancora molto da fare; dopo la prima mezz'ora in cui riesco a farle fare i compiti come dico, lei cerca di prendere il controllo, saltando da un esercizio all'altro del testo senza nessuna logica ma con il solo chiaro intento di evadere lo sforzo mentale. Abbiamo lavorato con il dialogo dei saluti, ma mentre cercavo di farla concentrare solo sulla pronuncia e lavorare oralmente lei desiderava tenere il riferimento con il testo scritto, quasi come se senza il testo non riuscisse a parlare. Abbiamo mimato la canzone "If you're happy and you know it..." e si è divertita. Poi abbiamo ascoltato "Goodbye, hello" dei Beatles e infine "You are beautiful" di James Blunt, molto orecchiabili e semplici da ripetere. Alla fine per farla sentire competente, le ho fatto fare alcuni crucipuzzle e altri giochi con le parole cercando di aiutarla con la pronuncia. Le piace vedere che riesce a comporre velocemente le parole.

lunedì 7 luglio 2014

5 lezione Melissa

Oggi con Melissa abbiamo guardato il video di una canzone di Elisa, "The big Dipper" (L'orsa Maggiore) in quanto è molto semplice da tradurre e le frasi sono al tempo presente. In seguito ho trascritto il brano su un foglio bianco, al posto di alcune parole abbiamo messo dei disegni (fire : abbiamo disegnato il fuoco) e poi ho inserito le parole corrispondenti nel margine di destra. Dopo aver ascoltato la canzone e la pronuncia delle parole le ho fatto disegnare a fianco delle paroline i simboli del brano. Mi sono resa conto però che Melissa s'interessava soltanto di come fossero scritte le parole, tralasciando completamente la pronuncia, benchè io gliela facessi notare.

Credo che il metodo di utilizzare le canzoni sia valido ma bisogna sempre fare i conti con la totale mancanza di motivazione intrinseca di questi bambini che inevitabilmente li porta a non vedere il senso di quello che fanno.

La prossima volta credo che le farò alcune domande preventive per testare le sue conoscenze metacognitive del tipo: Ti è chiaro quello che stiamo facendo? Cosa pensi d'imparare al termine di questo esercizio? Infatti il bambino deve riuscire a monitorare lui stesso il proprio apprendimento, non eseguire meccanicamente i miei ordini e sperare che il lavoro finisca presto. Nel corso della lezione i tempi dovrebbero dilatarsi e consentire un'esperienza di flusso che poi è prerogativa di qualsiasi forma di apprendimento significativo.

venerdì 4 luglio 2014

4 lezione Melissa

Oggi abbiamo ripassato i nomi delle verdure, la loro grafia e la loro pronuncia. Cerco di far notare a Melissa alcune regolarità della pronuncia: es: la "oo" si pronuncia "u" mentre "I" si dice "ai" e così via. Prima deve completare le caselle con le lettere del nome dell'ortaggio e poi trovare i nomi all'interno di un crucipuzzle (questi esercizi di ricerca visiva le piacciono molto, è davvero veloce).
Poi le ho fatto riordinare alcune parole per formare frasi affermative, interrogative e negative e infine frasi con la forma -ing che aveva studiato durante l'anno, in modo da sedimentare le conoscenze acquisite. All'inizio voleva cronometrare il tempo, ho capito che per lei essere "brava" significa essere "veloce" ma le ho spiegato che il tempo non è importante, per me, prima si deve lavorare sulla correttezza. L'ultima mezz'ora abbiamo ricercato in internet una ricetta con le verdure e tradotta dall'inglese.

Il giorno dopo abbiamo fatto solo un'ora e mezza, ma la mattina Melissa rende molto di più e occorre tenerne conto; le ho fatto ritagliare e incollare le paroline che compongono le frasi, abbiamo verificato la loro pronuncia su google-translate e a volte le veniva da ridere. Abbiamo introdotto frasi utilizzando gli avverbi delle 5 "W" ovvero: who, what, when, where, why. Abbiamo ripassato come chiedere "che tempo fa" e notato il differente uso di "like" all'interno di questa domanda, in seguito ha unito ogni previsione del tempo con l'immagine corrispondente. L'ultima mezz'ora le ho proposto un rompicapo di matematica, per bambini della sua età (11 anni) e abbiamo così ripassato le proprietà delle 4 operazioni. Ho notato che a volte dimentica cosa significhi moltiplicare/dividere per 1 e 0. Si è sentita competente e molto gratificata dal compito perchè riusciva a rispondere abbastanza velocemente anche se per alcuni semplici calcoli entrava in crisi, può darsi però che fosse stanca.
Quando è arrivata sua madre le ha detto: "Sono stata bravissima" ed era soddisfatta. E' molto importante che i bambini con disturbi dell'apprendimento lascino lo studio con la sensazione di essere stati "bravi"; quindi proporre un compito sufficientemente complesso - a prima vista- ma alla loro portata diventa un mezzo efficace per aumentare il loro senso di competenza.

mercoledì 2 luglio 2014

3 Lezione Melissa

Oggi con Melissa abbiamo cautamente utilizzato la sintesi vocale anche se lei preferirebbe sempre leggere da sola.
Ho preparato per lei 3 crucipuzzle utilizzando le parole in inglese delle sue canzoni preferite, poi siamo passate alle parti del corpo: una volta individuate le parole, la loro grafia e la loro pronuncia, abbiamo disegnato una persona umana e lei si è divertita a colorare le parti del corpo corrispondenti alle parole trovate nel crucipuzzle.
Anche oggi tentava di evadere la situazione di apprendimento, servendosi di ipod e computer (era aperto per visionare gli schemi e per la sintesi vocale).

martedì 1 luglio 2014

2 lezione Melissa

Oggi con Melissa abbiamo ripassato le ultime crociate. Abbiamo cercato un ppt sulle crociate in internet e abbiamo creato il nostro schema sul quaderno ad anelli:

a sinistra il numero della crociata e a destra l'anno e un piccolo post it colorato dove lei scriveva un simbolo (scelto insieme):
- sconfitta: ha disegnato la bandiera con la croce dei templari rotta a metà;
- pestilenza: ha disegnato il topo;
- vittoria: una V maiuscola
- re imprigionato e poi riscattato: ha disegnato il re dietro le sbarre e poi le monete che lo hanno "liberato":

in questo modo abbiamo sfruttato canale uditivo (lettura ad alta voce del ppt ad opera mia oppure della sintesi vocale), visivo (icone e immagini esemplificative) e verbale (brevi scritte). Melissa alternava i colori delle scritte con penne color oro e color argento in modo da mantenere più facilmente il rigo.

Poi siamo passate ad inglese: abbiamo ascoltato la canzone "Happy" di Pharrel Williams, da lei scelta, poi ho trascritto sul suo quaderno il testo in nero e afianco la traduzione, riga per riga. In seguito ho cancellato alcune parlole del testo con pennarello nero e le ho trascritte su un altro foglio, gliele ho fatte ritagliare e lei doveva reinserirle al giusto posto, notando la pronuncia.

In seguito abbiamo ripassato la costruzione della frase con i post-it già pronti e abbiamo preparato quelli per la frase negativa. Abbiamo composto alcune frasi: Noto che Melissa è molto veloce ma deve avere chiaro il compito e istruzioni precise altrimenti rischia di perdersi e si mette un pò in agitazione. E' molto esecutiva, vuole ordini ben precisi e si mette al lavoro ma si fatica a farla ragionare in astratto.

venerdì 27 giugno 2014

1 lezione Melissa - prima media

27/06/2014 -Melissa dislessia grave-

Oggi è il 4° giorno che aiuto Melissa con il ripasso del suo programma di prima media. Abbiamo visionato gli schemi di storia sulle crociate e creato alcune mappe solo nostre utilizzando:
- post it formato mini di due colori
- tratto pen colorati
- fogli a quadretti per quaderno ad anelli
- computer

Su ogni foglio abbiamo scritto il titolo dell'argomento (tipo: "I comuni e Federico Barbarossa") poi con penne di diverso colore abbiamo elencato gli avvenimenti principali anno per anno.

I colori diversi aiutano i bambini con dislessia nel tenere il rigo quando leggono e classificare in modo subitaneo l'argomento; poi sul retro del foglio abbiamo scritto le parole sconosciute creando un vocabolarietto per argomento in modo che sia facile recuperare il significato dei termini.

Siamo poi passate ad inglese che crea grande scontento, anche rabbia e risentimento verso la prof che "va troppo veloce" quando detta i compiti e "si arrabbia facilemente". Ho provato ad utilizzare la tecnica dell' ASCOLTO ATTIVO per permettere di esprimere i sentimenti poi, visto che non voleva sapere ragioni e si è messa a navigare in internet, le ho preso il quaderno d'inglese e ho iniziato a elencare tutti gli argomenti trattati durante l'anno, facendole capire che avevano lavorato moltissimo, in classe e ho provato a farla ragionare sul fatto che c'erano molte cose da ripassare perciò occorreva iniziare presto.

Le ho fatto scrivere i pronomi personali sui post it e attaccare su un foglio. Poi le ho fatto scrivere i verbi "hate", "hates" e "like", "likes" poi "do" e "does" e infine su altri post it, tutti i possibili complementi oggetto: cose che le piacevano e altre che invece odiava, in inglese, facendole notare la differenza tra scrittura e pronuncia; al termine ha osservato che l'inglese è molto difficile in quanto NON si scrive come si legge a differenza dell'italiano; cioè è una lingua "opaca".

In seguito le ho fatto comporre velocemente frasi affermative e interrogative, staccando i post-it e appiccicandoli nella giusta sequenza: ha così imparato non solo la scrittura delle singole parole ma anche la loro pronuncia e in più la costruzione della frase interrogativa e tutto questo divertendosi a staccare-attaccare post-it colorati. "Ma perchè a scuola non usiamo i post-it?" ha detto infine.

E così abbiamo lavorato un'ora e tre quarti abbondante con una sola pausa in cui Melissa ha espresso il suo desiderio di evasione e il senso di inutilità verso le discipline scolastiche.