Oggi crisi di pianto di Melissa che non voleva lasciare la madre e non intendeva iniziare a lavorare sul libro di testo di inglese. Sentimenti contrastanti la scuotevano: rabbia per la frustrazione provata durante l'anno con la disciplina, rabbia verso l'insegnante stessa che a detta di Melissa "non tollera errori". "Forse la tua insegnante è in errore: tutti abbiamo diritto di sbagliare..." ho cercato di farle capire, commentando alla fine dell'ora un brano di Jess Stone "I'm right to be wrong", opportunamente intervenuto in radio. Tuttavia già dopo un quarto d'ora si era rasserenata, ho cercato di far capire alla madre i sentimenti che ancora non riusciva a verbalizzare "Lei questo libro, lo odia" e infine ha voluto fermarsi persino una mezz'ora in più del tempo stabilito. Credo di poter affermare di aver raggiunto una buona relazione con la bambina.
Naturalmente c'è ancora molto da fare; dopo la prima mezz'ora in cui riesco a farle fare i compiti come dico, lei cerca di prendere il controllo, saltando da un esercizio all'altro del testo senza nessuna logica ma con il solo chiaro intento di evadere lo sforzo mentale. Abbiamo lavorato con il dialogo dei saluti, ma mentre cercavo di farla concentrare solo sulla pronuncia e lavorare oralmente lei desiderava tenere il riferimento con il testo scritto, quasi come se senza il testo non riuscisse a parlare. Abbiamo mimato la canzone "If you're happy and you know it..." e si è divertita. Poi abbiamo ascoltato "Goodbye, hello" dei Beatles e infine "You are beautiful" di James Blunt, molto orecchiabili e semplici da ripetere. Alla fine per farla sentire competente, le ho fatto fare alcuni crucipuzzle e altri giochi con le parole cercando di aiutarla con la pronuncia. Le piace vedere che riesce a comporre velocemente le parole.
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