martedì 29 luglio 2014

5 lezione Samuel

Samuel oggi è arrivato alle 9 assieme al fratellino. Siccome è l'ultimo giorno prima delle vacanze abbiamo ultimato il "teatrino delle ombre" da lui realizzato con materiale di recupero. Samuel sapeva già le modalità di costruzione del giocattolo perchè l'aveva visto fare nel programma "L'albero azzurro" ed era stato lui a suggerire di realizzarlo. Questo implica una forte motivazione infatti Samuel si è impegnato seriamente, rimanendo seduto tranquillo e concentrato, lavorando in autonomia ma richiedendo talvolta il mio aiuto per tagliare lo scotch, passargli oggetti e così via. In questa ora di lavoro non sono stati individuati tratti di autismo o di iperattività; al contrario, Samuel era focalizzato sul suo obiettivo e lavorava tranquillamente, talvolta canticchiando la canzoncina dell'"albero azzurro".Ha inoltre rivelato una notevole capacità di problem solving quando a un certo punto non sapevamo come infilare correttamente le ombre nel teatrino, dimostrando acume e intelligenza.
E' uscito solo tre o quattro volte per una breve pausa ma poi è sempre rientrato. Cerco di lasciarlo libero il più possibile ma facendogli notare le conseguenze dei suoi allontanamenti.
"Adesso scriviamo cosa abbiamo fatto oggi"; Samuel non vuole mai scrivere così ho scritto prima io e lui ha completato la frase. Poi si è subito rialzato.
Non voleva leggere la "Pimpa" così gli ho proposto un gioco, il "Forza 4", utile perchè sviluppa capacità di pianificazione e di autocontrollo nel procedere delle azioni. Samuel non accetta di perdere e si arrabbia, arrivando alla fine a gettare in aria il gioco con tutti i gettoni. In seguito però li ha raccolti rivelando così una comprensione della sua difficoltà di controllare la rabbia.
Infine abbiamo letto una storia della Pimpa, una battuta a testa, poi Samuel si è alzato di colpo ed è andato fuori a saltare sul Jump.

venerdì 25 luglio 2014

4 lezione Samuel

Oggi Samuel è venuto il pomeriggio. Subito mi ha preso per un braccio e portato nello studio sottraendomi alla madre. Ha colorato con le tempere la scatola della volta precedente. Continua però a cambiare idea sul possibile utilizzo della scatola: barca dei pirati? teatro delle ombre? Abbiamo trovato un triangolo di plastica verde e ho suggerito a Samuel che potrebbe diventare le alghe del fondo marino ma lui ha preso lo scotch e se l'è appiccicato sul viso per poi toglierselo a fatica. L'iperattività di Samuel è evidente come pure la sua intolleranza per le attività "noiose". Ho provato a spiegargli che a volte per divertirsi occorre prima fare qualcosa di "noioso". Mentre dipingeva guardavo il suo libro delle vacanze commentando positivamente le schede svolte. Per colorare la scatola Samuel ha usato tutti i colori a diposizione, abbiamo osservato quindi che la somma di tutti i colori è il nero. Quando ha terminato, è andato in bagno a lavarsi. Gli ho proposto alcune pagine del libro delle vacanze, al che lui ha preso il libro e l'ha gettato fuori dalla porta, sotto la pioggia. La madre lo ha ripreso e dopo aver contato fino al 3, lo ha fatto tornare in studio.
Successivamente Samuel ha svolto una scheda in cui doveva trovare la faccina uguale  e in seguito sono riuscita a proporgli diverse attività di caccia al particolare, trova le differenze e colora uguale. Contemporaneamente gli ho fatto tirare fuori una piccola cassetta per i soldi che lui aveva già scoperto la volta prima rovistando nei miei cassetti. Ho preso delle fishes colorate  e Samuel si è divertito a metterle dentro. Nelle pause di stanchezza, gli facevo completare le schede. E' difficile che rimanga concentrato soltanto su un compito per volta, per questo cerco di tenerlo impegnato su più attività, almeno per l'inizio ed in modo da creare un'associazione tra attività divertente e attività scolastica. Abbiamo letto come di consueto una storia a fumetti della Pimpa. Dopo aver riposto tutte le fishes per la seconda volta nella cassetta, ha accettato di riempire le lettere della frase di ricapitolazione delle cose fatte. Cerco infatti di legare la scrittura - abilità strumentale- alla volontà di tenere memoria di quanto fatto - abilità pragmatica così che lui possa associare le due abilità e non vedere la scrittura come azione prettamente fine a se stessa.

martedì 22 luglio 2014

3 lezione Samuel

Anche oggi con Samuel abbiamo lavorato 2 ore. La mamma è arrivata dieci minuti prima così, mentre lui saltava sul Jump in giardino la mamma mi ha parlato della sua crisi mattutina: non trovando il letto rifatto, Samuel si è messo a disfare la stanza, gettando i cuscini dal balcone. Per contenerlo la mamma ha dovuto minacciare di gettare via oggetti per lui importanti.
Ho letto a Samuel una storia figurata in cui una bambina nascondeva una palla al fratello e ho chiesto al bambino di dirmi dove l'avrebbe cercata. Inizialmente Samuel ha riferito il luogo esatto in cui la palla era stata messa ma poi, invitato a ragionare, ha distinto tra pensiero e realtà e ha riferito la risposta corretta. Con questi esercizi cerco di aiutare Samuel a ragionare sugli stati mentali altrui. Poi gli ho fatto disegnare come si sentiva in quel momento e lui ha disegnato una faccia sorridente dicendo che si sentiva "felice". In seguito ha ritagliato e colorato, dei colori che lui sceglieva, alcune carte delle emozioni.
Ho cercato di far riflettere Samuel sul fatto di trovare il letto rifatto in modo da far emergere quello che significava per lui. Quando cercavo di aiutarlo a colorare lui mi toglieva le penne dalla mano dicendo: "Devi stare fermo quando qualcuno fa qualcosa" ; ho ribattuto: "Non è facile starsene fermi vero?" "Ehe, no". Poco  a poco Samuel riesce a comunicarmi le sue difficoltà. E' un bambino che mal sopporta le frustrazioni, non gli piace perdere nei giochi nè aspettare di capire per passare all'azione. Dopo averlo fatto dipingere su un altro banco e poi scrivere riempiendo gli spazi di una frase con le lettere e dopo aver letto insieme la Pimpa gli ho proposto il gioco di "Affonda la flotta!" in modo da introdurlo all'utilizzo di coordinate alfanumeriche, sviluppare la teoria della mente e le abilità sociali richieste; per il momento ha capito in cosa consiste il gioco ma non accetta tutte le spiegazioni -in effetti un pò complesse- e vuole vedere dove ho messo le navi in modo da affondarle. Nel complesso l'incontro è stato positivo, il bambino comincia a interiorizzare alcune regole di comportamento e riesce a stare seduto anche per lunghi periodi, impegnandosi in un'attività. Certo è facile distrarlo, infatti più volte si è alzato per raggiungere fuori la mamma. In ogni caso è collaborativo e stimolato dalle attività che io cerco sempre di non svelare subito, metto sul tavolo del materiale e a volte è il bambino che mi suggerisce il suo utilizzo. Questo è importante in quanto consente al bambino di crearsi delle aspettative, immaginare come utilizzare determinati materiali, liberare la propria fantasia e riuscire a conseguire risultati personali.

giovedì 17 luglio 2014

2 lezione Samuel

Oggi con Samuel abbiamo lavorato 2 ore. La mamma me l'ha portato alle ore 9:30 e poi è stata fuori ad aspettare con il fratellino. Appena arrivato Samuel mi ha quasi abbracciata e sembrava contento di vedermi; poi siamo andati nello studio. Subito Samuel ha cercato di accedere dal mio studio alle varie stanze ma ha trovato la porta chiusa. Ho inventato che il nonno che passa ogni tanto di qua è venuto a prendersi tutte le chiavi così da non metterlo alla ricerca.
Ho proposto a Samuel attività molto motivanti per le quali ha accettato di stare seduto tranquillo: colorare una barca e i pirati, ritagliarli, costruire un modellino di barca servendosi dello scotch. Durante le attività Samuel non voleva che lo aiutassi e quando prendevo l'iniziativa, mi toglieva il pennarello dalle mani e diceva"Lo faccio io". A volte cercavo di parlare e farlo parlare: nominava correttamente alcune parti dell'imbarcazione: oblò, barili, cannoni, teschio... e trovava il modo giusto di incollare le linguette con lo scotch chiedendomi di tagliarglielo corto-corto oppure un pò più lungo. Eseguiva stime di quanto scotch ci volesse e riusciva a capire come unire correttamente le varie parti di carta ritagliate in modo da formare un solido.
Anche linguisticamente il bambino si esprime in modo corretto, ci sono soltanto lievi difetti di pronuncia ma il discorso è sempre comprensibile.
Cerco di mantenere la reciprocità nel dialogo: a un certo punto gli ho chiesto: conosci qualche canzone dei pirati? e ho provato a cantargliene una ma lui mi ha fermato e ha iniziato a cantarne un'altra. "Sei molto intonato" gli ho detto. Samuel ignorava il significato di questa parola.
Più volte l'ho richiamato ad una semplice attività di scrittura che lui tendeva ad evitare: gli ho chiesto di scrivere sul suo quaderno "oggi ho fatto una barca dei pirati". Come compromesso alla fine gli ho inserito alcune parole e lui doveva completare la frase con le lettere mancanti. Poi ha scritto il suo nome e cognome sulla copertina: "Così ogni giorno sapremo quello che hai fatto prima!" gli ho detto. Successivamente ha fatto qualche minuto di pausa in cui ha raggiunto fuori la mamma e il fratellino. Poi di sua volontà ha preso il libro della Pimpa che aveva portato e abbiamo letto una storia: lui leggeva alcune battute e io altre; a volte tendeva a inventarsi alcune parole, intuendo cosa potesse esserci scritto perciò lo richiamavo puntando con il dito la parola da leggere e con un pò di sforzo ci riusciva. Abbiamo letto tutta la storia e imparato il significato del termine "mammifero" come di un animale che viene allattato e messo a confronto il vitellino con il delfino, entrambi mammiferi benchè il primo sia terrestre e il secondo marino. Come attività finale gli ho chiesto di unire i puntini di un disegno, e Samuel contava ad alta voce. Ha sbagliato soltanto una volta passando dal 28 al 30 ma si è auto-corretto.
Alla fine di ogni attività:
- colorare (mezz'ora)
- tagliare/incollare (mezz'ora)
- scrivere cosa è stato fatto (5 minuti)
- pausa (5 minuti)
- leggere la Pimpa (40 minuti)
- unire i puntini,(10 minuti)
mette una crocetta con il gesso su una lavagnetta: questo gli permette di visionare quanto ha fatto, di completare tutte le attività e vedere quanto manca alla pausa oppure alla fine.

martedì 15 luglio 2014

1 lezione Samuel

Samuel è un bambino di 8 anni, ha appena terminato la terza primaria e gli è stato diagnosticato un leggero autismo. Oggi l'ho avuto in studio per la prima volta anche se la mamma me l'aveva già fatto conoscere al campo estivo. Samuel non ha mai gridato durante la seduta, dimostrando di aver recepito le raccomandazioni della madre. Appena arrivato ha subito voluto visitare la casa accedendo dal mio studio alle altre stanze. Con la mamma ho commentato che è normale tale comportamento in quanto tutto è nuovo e per lui è motivo di eccitazione. Poi la mamma è rimasta fuori con il fratellino minore mentre noi abbiamo iniziato a lavorare. L'interesse di Samuel per le chiavi è esploso in quanto non essendo stata avvisata non avevo tolto tutte le chiavi dalle serrature e così Samuel ha perso svariati minuti togliendole e rimettendole e non riusciva a concentrarsi sugli esercizi.
Gli ho fatto cercare una matita e poi gli ho chiesto di temperarmela in modo da riportare l'attenzione sulle attività. Su una lavagnetta ho scritto in gessetto 4 attività: italiano, matematica, disegno e lettura: se le avesse terminate tutte avrebbe avuto in premio il "gioco": un'attività a sua scelta; Samuel ha scelto il "Jump", tappeto elastico del mio giardino.
Comportamenti oppositivi: rifiuta di darmi le chiavi quando glielo chiedo; rifiuta di terminare l'attività proposta. Però non grida e non dà in escandescenze perciò gli dico "Sei molto educato, sai?".
L'ultima attività è più durevole: legge una storia della "Pimpa" che mi ha dato la madre e mi racconta cosa succede. In realtà la leggiamo insieme: lui legge le battute della Pimpa e io quelle di coniglietto e Armando. Cerco sempre di mantenere la reciprocità, l'opposizione "io-tu". Es: se io mi comportassi così a casa tua, ti piacerebbe? ma senza mai utilizzare l'ironia, cerco di farlo ragionare per far sì che si metta dal mio punto di vista (alla base di un corretto sviluppo della teoria della mente c'è la capacità di mettersi nei panni degli altri). Samuel legge stentatamente e a volte inverte le lettere (li per il) oppure omette la sillaba, cosa che mi fa pensare a un disturbo dell'apprendimento: in comorbilità con la diagnosi di iperattività a meno che la seconda non sia causa del primo.
In ogni caso il bambino a un certo punto ha mantenuto una certa tranquillità.
Credo che la prossima volta toglierò le chiavi in modo da avere meno stimoli distraenti e cercherò di variare il più possibile le attività. Alla fine sarà premiato con l'attività preferita, come oggi.

giovedì 10 luglio 2014

8 lezione Melissa

Questa è l'ultima lezione del mini corso di potenziamento estivo degli apprendimenti svolto con Melissa, prima media.

Oggi abbiamo costruito insieme -colorato e ritagliato- le scenette della storia del suo cartone preferito e poi con l'aiuto del traduttore abbiamo trovato le parole inglesi appropriate per descriverle.

Melissa si è divertita nella prima parte infatti abbiamo parlato molto di moda - argomento che le interessa davvero - mentre la seconda parte sembrava un supplizio.

Melissa pronunciava stentamente le parole inglesi, faticava a pronunciare la "r" e sembrava non avere intenzione nemmeno di sforzarsi più di tanto. Sembra totalmente demotivata, specialmente nell'impegno orale.


mercoledì 9 luglio 2014

7 lezione Melissa

Oggi con Melissa abbiamo guardato su youtube un video di Barbie in inglese e poi in italiano. Abbiamo trascritto alcune frasi che riassumenvano le scenette e le ho dato un compito per casa: disegnare alcune vignette riguardanti le scene che abbiamo visto. Cerco di variare il più possibile le attività in modo da coinvolgerla maggiormente anche se mi rendo conto che il suo interesse va sempre per la soluzione più semplice.

La mia idea è quella di costruire una storia con vignette che poi le farò commentare in inglese. Non ci sarà nulla di scritto, dovremo semplicemente raccontare una storia (storytelling).

Le farò ritagliare le scenette e poi dovrà riordinarle: descrivendo sempre in inglese cosa accade e perchè. Legando input visivo e linguaggio potrò sganciare la pronuncia dal testo scritto e finalmente lavorare solo sull'oralità, come le viene richiesto (Melissa è esonerata dall'inglese scritto).